Primo Rinascimento Secoli XV-XVI

Bastione di Matteo Nuti.
Bastione di Matteo Nuti. Dopo il 1464. Scorcio del torrione poligonale che ne caratterizza il vertice occidentale.

Ai Malatesti Fano deve anche l’ampliamento della cinta muraria, il ripristino di porte e bastioni e la costruzione dell’imponente Rocca Malatestiana (pag. 95) con relativo Mastio (su disegno, forse, dello stesso Sigismondo e con la collaborazione dell’architetto Matteo Nuti che ricostruì, dopo la fine della dominazione malatestiana, anche Porta Maggiore con l’adiacente Bastione - pag. 78 - che porta il suo nome).

Un secolo più tardi, con un nuovo grande Bastione (pag. 67), anche Antonio e Luca da Sangallo avrebbero offerto il loro contributo di tecnici espertissimi al rafforzamento difensivo della città.

Sul finire del secolo XV e nei primi anni di quello successivo aveva trionfato intanto il nuovo stile urbinate: nella Casa degli Arnolfi dalle belle finestre di gusto lauranesco, nell’Arco Borgia-Cybo (pag. 19) eretto a ricordo della ottenuta ‘libertas ecclesiastica’, nella Loggia e soprattutto nella Chiesa di S. Michele (pag. 82) dal bellissimo portale di quel Bernardino di Pietro da Carona che già alcuni anni prima aveva scolpito il pregevole portale della Chiesa di S. Maria Nuova in S. Lazzaro, trasferito poi nell’omonima chiesa cittadina, insieme con il prezioso coro intarsiato e intagliato dai fratelli Antonio e Andrea Barili da Siena e con le splendide pale di Giovanni Santi (Visitazione) e del Perugino (Annunciazione e Madonna in Trono con relativa lunetta della Pietà e la superba predella con Storie della Vergine in cui si è voluto vedere la mano del giovanissimo Raffaello - pag.72).

Di Giovanni Santi non può infine essere dimenticata la Sacra Conversazione dipinta per la chiesa di S. Croce e ora presso la Pinacoteca Civica (pag. 52).