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Socrates

Intro

Realizzare un progetto sulla narrazione significa prima di tutto sviluppare negli alunni, l'umiltà di avere sempre la gioia di comunicare qualcosa, la voglia di dare un senso alle parole che attraggono sempre idee, immagini, rappresentazioni molte volte inopportuna. Suppone sviluppare negli alunni, la capacità di sapere osservarsi e osservare ciò che accade intorno a noi, alla realtà naturale e artificiale in cui siamo immersi. Il sapere narrare consente agli alunni di costruirsi idee, opinioni, immagini, rappresentazioni sociali, credenze e progetti. Sapendo raccontarsi e raccontare le cose, narrarsi e narrare le situazioni, gli alunni imparano a vedere, a osservare le cose del mondo, a essere protagonisti del mondo che cambia. E' solo con la narrazione che è possibile sviluppare in questi giovani, la consapevolezza di sapere agire, di essere cittadini responsabili. La narrazione può aiutare i giovani a crearsi nuovi significati e dare nuovi ordini alla realtà, cercando di non subire i fatti ma di sentirsi in qualche modo coinvolti nelle sfide della loro epoca, abbandonando le vecchie certezze. E' in questo modo che il sapere narrare consente ai giovani di sapere usare la parola per parlare del futuro e per capire i mutamenti nella realtà intorno a loro.

La narrazione che è in sé coerente con i bisogni del bambino, è stato usato qui con molteplici canali e codici espressivi per affrontare il tema dell'ambiente, dello sviluppo sostenibile e dell'intercultura.

Il bambino essendo fin dai primi anni immerso nel mondo della narrazione con l'ascolto di fiabe, favole, racconti, storie, esperienze di vita quotidiana, personaggi familiari, ecc, non è sempre consapevole delle sue immagini mentali. Con questo progetto europeo, si è potuto riflettere sullo sviluppo della cultura narrativa nella didattica delle singole discipline scolastico in una prospettiva di educazione alla cittadinanza planetaria. Questo ha condotto a riflettere anche sulla rilevanza del pensiero narrativo nelle nuove tecnologie con lo scopo di sviluppare materiali didattici che possono facilitare lo sviluppo di alcune competenze cognitive e sociali.

La Commissione europea ha finanziato nel mese di luglio 2001, un progetto europeo SOCRATES, Comenius azione 2.1 intitolato "Integrare i racconti popolari e l'oralità delle pratiche d'insegnamento per un'educazione alla cittadinanza planetaria......"  al laboratorio Città dei Bambini del Comune di Fano in qualità di capo fila. Gli altri partner del progetto sono il "Collège Champollion de Grenoble/Francia" che è una scuola media; la Fondation Universitaire Luxembourgeoise di Arlon in Belgio che è un istituzione universitaria post laurea e l'Istituto Comprensivo Padalino di Fano. Il finanziamento comunitario ottenuto

Il progetto di una durata triennale (Settembre 2001 - settembre 2004), ha ottenuto un finanziamento comunitario complessivo di euro 92497 che corrisponde a 50% del costo totale del progetto pari a euro 184994.

Contesto

Con la mondializzazione, sono state tolte le frontiere dei Paesi e le culture tradizionali sono a volte, diventate "folklore", con tutta l'ambiguità che ne consegue. Pertanto, la società civile non accetta l'idea di un'omogeneità culturale, che è inoltre, principalmente definita come cultura "superiore". I cittadini accetteranno la mondializzazione solo se la si costruisce nel rispetto della diversità. Per prendere coscienza di questa diversità, devono essere favoriti gli scambi culturali. Le Nuove Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione vi contribuiscono ampiamente. Ma anche il racconto può essere un altro supporto per favorire quest'approccio. Diventa uno strumento pertinente per capire la diversità del mondo e promuovere la sua protezione. Diventa un modo gradevole di scoprire o riscoprire la pace, la tolleranza, la giustizia sociale, il rispetto dei diritti dell'uomo e dell'ambiente.
Si assiste, oggi, ad un ritorno al racconto nei paesi europei e in particolare in Francia e in Belgio. Questo rinnovamento del recitativo si appoggia su fattori ben definiti. E' un rinnovamento che passa attraverso un incrocio di culture e genere artistico: teatro, danza e racconti. Questo ritorno della narrazione attraverso fiaba è legato alle trasformazioni della nostra società. Siamo usciti da una società rurale, dove i narratori non erano artisti ma contadini. Anche se le fiabe conservano la loro utilità sociale di raggruppamento della comunità, oggi, devono avere nuove funzioni educative e artistiche, devono partecipare alla costruzione di un mondo di pace. Tutto ciò passa attraverso un incrocio dei racconti stessi, provenienti da tutti i continenti. I racconti escono dallo spazio familiare, dalla casa o dal villaggio, per offrirsi ad un pubblico più vasto, adulti e bambini. il successo ottenuto dal ritorno delle fiabe dimostra che essa non è più una storia raccontata ai bambini ma un mezzo per tutti di apprendere la diversità culturale e il rispetto dell'ambiente: un'occasione di imparare a vivere e costruire insieme un mondo migliore. Questa prospettiva è tanto più realista giacché i narratori stessi sono ormai improntati all'interculturalità. Essi non si limitano più a raccontare storie ma le arricchiscono del contesto in cui vivono. Ormai, grazie a queste iniziative, esiste la prova che la fiaba, in tutti i suoi aspetti, può servire per trasmettere ai giovani e agli adulti i valori che sottintendono alla cittadinanza planetaria.
In Italia, questo tipo d'iniziativa è ancora rara. Questo progetto tende a rimediarvi offrendo agli insegnanti un nuovo strumento per aiutarli a trasmettere agli alunni dei fondamenti etici che aiutino a costruire un mondo di pace e di non violenza.

Obiettivi

• Integrare l'utilizzo della narrazione e in modo specifico dei racconti nella didattica nella scuola elementare e media per un'educazione all'interculturalità ed all'ambiente.

• Introdursi alla teatralizzazione interculturale ed ambientale usando, ideando storie oppure usando in una approccio critico, racconti locali e d'altri paesi.

• Acquisire competenze e abilità per realizzare e condurre un progetto d'educazione interculturale, ambientale ed allo sviluppo  sostenibile usando la narrazione come strumento comunicativo, in particolare le favole ed i racconti popolari.

• Costruire, partendo dalle fiabe popolari, materiale pedagogico d'immediato utilizzo nelle classi.

• Favorire l'espressione e la comprensione orale partendo dalle attività disciplinari e utilizzando le fiabe per un processo educativo sempre più interculturale, ambientale ed orientato verso lo sviluppo sostenibile.

Le fiabe vengono dunque valorizzate presentandole non più come semplici storie ma come preziosi supporti per educare al rispetto della diversità e dell'ambiente. L'utilizzo dei racconti nelle metodologie d'insegnamento diventa un'occasione eccezionale per appropriarsi dei fondamenti etici per essere un cittadino planetario.

Il progetto ha coinvolto direttamente:


- 55 insegnanti di diverse discipline scolastiche nell'aggiornamento
- 15 insegnanti nella sperimentazione
- 400 alunni delle scuole d'infanzia, elementare e medie
- 350 genitori

Una metodologia centrata sulla ricerca-azione

La metodologia del progetto riposa sulla Ricerca-Azione ed in modo particolare sulla Ricerca Azione Partecipata (RAP) intesa nel nostro contesto come un processo dinamico, interattivo che cala la ricerca nella realtà educativa, attraverso il diretto coinvolgimento di docenti, alunni e genitori sul tema dell'uso dell'oralità nelle pratiche educative. Nel nostro contesto, l'uso della ricerca-azione è considerato come uno strumento fondamentale per sviluppare sperimentare, coinvolgere gli alunni, realizzare in gruppo materiali didattici e proposte educative che consentono di usare l'oralità, il racconto, la discussione nell'insegnamento per educare i giovani alla cittadinanza planetaria. La metodologia usata vuole coniugare l'acquisizione di conoscenze, utilizzando metodologie quantitative e qualitative con la messa in opera di meccanismi di azione che vanno ad incidere direttamente sulla realtà oggetto di intervento. La mobilitazione e la partecipazione dei protagonisti consente uno scambio che fa nascere collaborazione, solidarietà e sviluppo connessione tra i diversi attori sociali e loro competenze. L'uso della ricerca-azione-partecipata ha condotto quindi ad adottare prassi di lavoro collettive ed acquisire nuove competenze. Coniugando indagine ed intervento, con continuo monitoraggio ed accompagnamento dei protagonisti, si cerca di fare un feed-back dell'impatto sul territorio di ricerca al fine di aggiustare il tiro nella progettazione delle ulteriori fasi di intervento.
Gli insegnanti attraverso workshop nazionali e trasnazionali, sperimentazione in rete sul territorio con scambi continui con partner stranieri, scambio d'informazione usando un diario di bordo e curando con attenzione i vari aspetti della sperimentazione, sono riesciti ad elaborare processi e metodi che conducono a dedurre che l'uso dell'oralità nell'insegnamento può aiutare a educare alla cittadinanza planetaria. Tutta la nostra ricerca è realizzata con gli insegnanti in situazione e sulla loro situazione. La nostra metodologia tende più verso l'azione - ricerca con l'idea del cambiamento volontario. Ma il cambiamento voluto non è imposto dall'esterno. Risulta da un'attività di ricerca dove gli insegnanti sono invitati a discutere su se stessi. Nell'ambito di questa ricerca, si produrranno in particolare, conoscenze e cambiamenti della realtà con l'azione. Si dovranno mettere in discussione le abitudini d'insegnamento, costruire nuove pratiche d'insegnamento basate sui racconti.

I concetti chiave del progetto sono stati: didattica, Pedagogia, Fiaba, Interculturalità, Ambiente e Cittadinanza attiva.

Una metodologia articolata su quattro livelli

L'oggetto di questa metodologia si basa sul modo di raccontare le fiabe, di crearle e studiarne i contenuti. Essa mette poi in evidenza le tappe, le tecniche e i processi d'appropriazione e di trasmissione delle nozioni di diversità, d'ambiente e di sviluppo sostenibile, attraverso la fiaba. Questa metodologia si articola su quattro livelli:

• Un livello epistemologico che permette d'interrogarsi sulla storia della fiaba, la sua evoluzione, le sue implicazioni nei concetti d'interculturalità, ambiente e sviluppo sostenibile.
• Un livello d'apprendimento cognitivo basato sul metodo di trasmissione dei concetti chiave agli alunni sui fondamenti delle fiabe.
• Un livello d'apprendimento affettivo, etico e comportamentale che deve portare gli alunni a riflettere fino a smontare le loro rappresentazioni primarie sull'interculturalità e sullo sviluppo sostenibile. Parallelamente l'insegnamento attraverso le fiabe deve unirsi alla formazione di giovani cittadini capaci di reagire, di prendere decisioni, d'agire in maniera autonoma, d'assumere responsabilità individuali o collettive.
• Un livello socioculturale e politico acquisito sulla base dei racconti grazie ad un lavoro sui concetti d'interculturalità e di sviluppo sostenibile. Queste conoscenze dovranno influenzare il comportamento dell'alunno che si preoccuperà di diffondere la sua sensibilità e le sue competenze agli altri cittadini.

Le attività del progetto durante i tre anni sono state suddivise in varie fasi:


Fase 1: analisi dei bisogni formativi
Indagine preso un campione di docenti italiani e francesi sulle  immagini e opinioni che essi hanno dell'uso della narrazione nella didattica e in modo particolare nella loro materia. L'indagine si è svolta in un approccio di ricerca- azione puntando molto sulla dimensione interculturale della narrazione nella didattica

Fase 2: produzioni degli strumenti
Elaborazione del modulo formativo per docenti sulla didattica della narrazione per educare alla cittadinanza planetaria.
Elaborazione del protocollo di sperimentazione nelle classi di sequenze didattiche che tengono conto della narrazione in una prospettiva interculturale

Fase 3: sperimentazione e produzione
Test del modulo formativo attraverso la realizzazione di un corso di aggiornamento sulla didattica della narrazione per educare alla cittadinanza planetaria. (vedere allegato AGGIORNAMENTO)
Creazione del team dei docenti che faranno la sperimentazione nelle classi Avvio la sperimentazione nelle classi, attraverso ideazione e test di sequenze didattiche innovative elaborate con l'uso della narrazione come strumento e metodo di insegnamento.
Laboratori di narrazione nelle scuole partner
Elaborazione di prodotti didattici frutto della sperimentazione nelle classi (Ideazione di drammatizzazioni frutto della sperimentazione)

Fase 4: Diffusione e disseminazione dei risultati
Organizzazione di momenti serali sulla narrazione nelle scuole che condurrà ai racconti di favole.
Festival teatrale: piccolo viaggio nella memoria collettiva appartenente al fondo comune dell'umanità. E' un festival sulla narrazione dove fiabe popolari, storie inventate dagli alunni, drammatizzazioni meravigliose offrono un'occasione speciale di contemporaneità dell'oralità in una prospettiva interculturale.
Elaborazione di pagine Web sul progetto

Fase 5: Valutazione
Valutazione interna e esterna

RISULTATI E PRODOTTI

Lo svolgimento del progetto attraverso un percorso ben elaborato ha consentito di realizzare i seguenti risultati di cui alcuni sono traducibili in prodotti:

• una pubblicazione sulle favole del Bénin per la scuola elementare
• una pubblicazione sulle favole del Camerun per la scuola d'infanzia
• una pubblicazione sui racconti ideati dagli alunni
• pagine web sui racconti
• un modulo formativo sull'uso dell'oralità nell'insegnamento per una educazione alla cittadinanza planetaria

MODULO FORMATIVO

"Integrare l'oralità nel processo di trasmissione del sapere insegnato per una educazione alla Cittadinanza planetaria"

PROTOCOLLO DI SPERIMENTAZIONE

"Protocollo di sperimentazione per l'integrazione dell'oralità nel processo di trasmissione del sapere insegnato per una educazione alla Cittadinanza planetaria"

LIBRO SULLE FAVOLE DEL BENIN IN ITALIANO

« C'era una volta...quando gli alberi e la terra erano amici inseparabili » - Favole del Benin

LIBRO DI FAVOLA

« L'araignée gourmande » - Favole del Camerun

LIBRO DI FAVOLE E STORIE MERAVIGLIOSE

"La famiglia riciclone:Storie inventate dai bambini per una educazione all'ambiente e allo sviluppo sostenibile"


 

PAGINE WEB

RAPPORTO SCIENTIFICO

"Integrare l'oralità nel processo di trasmissione del sapere insegnato per una Educazione alla Cittadinanza planetaria"

DOCUMENTARIO VIDEO in versione DVD e VHS

"integrare l'oralità nella didattica "

POSTER

La città da giocare

DVD

"Buona sera...noi alunni vi raccontiamo " - Spettacoli realizzati dagli alunni sui storie create da loro stessi presentato nel Teatro della Fortuna di Fano nell'ambito dell'iniziativa Festival Fuoriclasse 2004


 

LIBRETTO DI ISTRUZIONE

"Fuori classe - festival del teatro"

 

 Lo Staff

 

Lo staff del progetto

Comitato scientifico del progetto
Prof Louis GOFFIN (Fondation Universitaire Luxembourgeoise Arlon Belgique) - Esoh Elamé (laboratorio città dei bambini Comune di Fano) - Bonaventure Dossou-Yovo (Fondation Universitaire Luxembourgeoise Arlon Belgique) - Pierre Leblanc (Collège Champollion) - prof.ssa Clara Primavera (Istituto Comprensivo Padalino), prof.ssa Dionisi Totaro (preside dell'istituto Comprensivo Padalino).

Coordinamento amministrativo
Gabriela Peroni (responsabile laboratorio città dei bambini) - Beatrice della Santa

Coordinamento artistico
Fabrizio Bartolucci

Docenti che hanno partecipato attivamente a tutte le fasi del progetto

Per la Francia:
Liliane Lévy, insegnante di francesi - Virginie Verdier-Debet, insegnante di educazione fisica - Sylvie Lemaître, documentalista - Anne -Marie Allée, assistente documentalista - Janine Raoul, insegnante d'italiano - Pierre Leblanc, insegnante di francese - Maryse Saya, insegnante documentalista - Françoise Galletti, insegnante di lingua russa - Shirley Marrek, professionista di spettacolo - Elisabeth Calandry, contastorie  - Rose-Claire Balestra, contastorie, scrittrice.

Per l'Italia:
Cioccia Antonella - Esposito Vincenzo - Perugini Cinzia - Iacchini Patrizia (scuola elementare Luigi Rossi), De marchi Luciana, insegnante di matematica e scienze - Diottalevi Cristina, insegnante di lettere - Paolimelli Cinzia, insegnante di matematica e scienze - Pierini Anna maria, insegnante di lettere - Emanuela Borghi, mediatrice interculturale - Giorgio Caselli, insegnante di musica, Annabella Torres, mediatrice interculturale - Asmaa, mediatrice interculturale - Gajtani Klarita, mediatrice interculturale.

Per il Belgio:
Bonaventure Dossou - Louis Goffin

Genitori italiani che hanno attivamente partecipato al progetto
Marco Pasquini, Emanuela perugini, Attilo Durso, Paola Righi, Filippo Bacchiocchi, Paola Cellini, Fabio Ceccarelli, Catia Brunelli, Gianluca Bartolini, Stefano Facchini, Daniele Mozzanti, Annamaria Diottalevi, Giorgio Rovinelli, Vittorio Mattioli, Guido Guidotti, Tiziano Cremonini, Alessandra Fronzi, Franca Batoli, Marisa Infruttuoso, Tiziana Dini, Cristina Calamandrei, Antonio Spinaci, Daniele Mancurti, Nicoletta Rosati, Annamaria Casavecchia, Fabrizio Bruschi, Walter Toni, Valeria Valeri, Lisetta Bruni.

Esperti e consulenti esterni che hanno collaborato nella realizzazione delle attività del progetto
Samai Abdel Karim, Amélie Niçaise, Dias Narguisse, Michele Gianni, Associazione peruviana Pesaro Italia, Fabrizio Bartolucci, Sandro Fagiani della Società Kore, Foresi Milena, Kanba Hafida, Njock Ngana, FanForFun, Isotti Nadia, Enzo Vecchierelli, Pierluigi Ugolini, Leone Luigi, Trezzi Renata, Ricci Chiara, Renza Guerra, Ulisse Alessandra, Stefania Carboni, Bragadin Marina, Antinori Cinzia, Sabatini Vera, Fonanot Andrea Daniela, Baccaglia Lara, Valérie Darjo

Coordinamento generale
Esoh Elamé