Logo Citta dei bambini

Casa Cecchi

Inaugurazione Casa Cecchi
Inaugurazione Casa Cecchi

Urbano

Premessa
Con Decreto del Presidente della Repubblica, viene istituito nel 1998, dal Ministero dell'Ambiente, un "premio per le Città sostenibili delle bambine e dei bambini" al quale il Comune di Fano, Laboratorio Città dei bambini ha partecipato aggiudicandosi il primo premio.
Con deliberazione di Consiglio Comunale  n. 119 del 26.04.1999, oggetto: "Approvazione ordine del giorno sugli impegni assunti nel Consiglio Comunale aperto ai bambini del 23 aprile 1999", il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta ad utilizzare il premio del Ministero dell'Ambiente  per la ristrutturazione della casa (in via della Paleotta) finalizzata ad attività ludico - educative.
In un'apposita seduta del Consiglio dei Bambini si sono discusse le specifiche possibili utilizzazioni comparando fra loro varie idee e possibilità, sia per quanto attiene gli spazi  esterni sia per quanto riguarda l'interno. Alla  fine la sintesi emersa dai bambini era stata quella di destinare "ogni stanza per un'attività diversa"; di selezionare fra le attività quelle di "giardinaggio, cucina, laboratorio per esperimenti scientifici, ludoteca, biblioteca, laboratorio per attività creative e teatro"; infine si è chiesto che anche gli adulti possano collaborare alla gestione della casa: gli anziani per il giardinaggio (ed altre esperienze), le mamme a turno per la cucina, le scuole a turno. Queste richieste iniziali dei bambini sono state la base del lavoro dei bambini - progettisti. Il gruppo dei piccoli progettisti è stato scelto nell'ambito di quello più vasto dei bambini consiglieri;  si è riunito con cadenza quasi settimanale per un breve periodo (circa due mesi e mezzo); essi hanno lavorato elaborando le considerazioni precedentemente svolte nell'ambito del Consiglio dei Bambini  che avevano portato l'Amministrazione Comunale a destinare una vecchia casa colonica a centro ludico - educativo stanziando la somma del Premio ricevuta dal Ministero dell'Ambiente per "Le città sostenibili delle bambine e dei bambini".
La metodologia di approccio.
A differenza delle esperienze di progettazione partecipata svoltesi negli ultimi anni, questa è stata svincolata dall'ambito scolastico, tralasciando, quindi, valenze più propriamente didattiche a vantaggio della costituzione di un gruppo agile e più spontaneo nelle sue elaborazioni e proposte; questo aspetto ha permesso di lavorare con tempi molto più ristretti ed appropriati alla organizzazione dei lavori. Infatti parallelamente alla costituzione del gruppo l'Amministrazione Comunale aveva già affidato ad un professionista l'incarico della ristrutturazione fisica del manufatto, progetto che avrebbe  dovuto essere elaborato sulla scorta di quanto i bambini proponevano, come poi effettivamente è stato. Per questo motivo mano a mano che il lavoro dei piccoli progettisti procedeva vi è stato un continuo travaso di idee, proponimenti, decisioni e sollecitazioni nei confronti dell'architetto progettista  in modo che il progetto di ristrutturazione fosse fin dall'inizio pensato in base alle esigenze dei bambini senza dover aspettare il loro lavoro e, pertanto, guadagnare sui tempi di realizzazione.
Il ruolo del coordinatore dell'esperienza, affidato all'urbanista Ippolito Lamedica, è stato quello di facilitare lo scambio di idee, di agevolare l'appropriarsi di linguaggi diversi dai propri, di implementare le comunicazioni all'interno del gruppo e dal gruppo verso l'esterno, infine di sollecitare il nascere di idee e, parallelamente, di permettere l'uso da parte dei bambini di strumenti metodologici e "tecnici" in grado di sostenere le loro invenzioni .
Il progetto.
L'elaborato dei bambini  comprende indicazioni sullo spazio esterno e sulla distribuzione interna. La funzionalità dell'interno è incentrata su di un vano principale che possa unire possibilità d'uso polifunzionali (ad es. laboratori creativi - manipolativi, di teatro, incontri fra bambini come le feste di compleanno e simili) capace di ospitare una trentina di persone. Le restanti stanze sono state pensate come locali in cui svolgere attività  e laboratori specifici (forno di ceramica, pittura, gioco, ecc.). Lo spazio esterno è organizzato in modo da potervi svolgere attività libere di gioco, di giardinaggio e anche di accoglienza per gli adulti che accompagnano i piccoli.
Le prerogative del progetto delineano prerequisiti dell'opera consistenti in:
- fattibilità operativa delle soluzioni desiderate
- economicità di realizzazione
- indice di gradimento da parte dei bambini delle strutture e delle funzioni
- facilità ed economicità di manutenzione
- differenziazione dell'offerta di spazi e strutture rispetto a quanto già esiste nella nostra città
I requisiti dell'edificio identificati dai bambini consistono in:
- la polifunzionalità e l'intergenerazionalità dei diversi spazi;
- la sicurezza fisica, sociale ed ambientale dei luoghi;
- la gradevolezza degli ambienti concepita come spazio attraente per piccoli ed adulti, morfologicamente qualificato sia negli esterni che all'interno e negli arredi e come luogo facilmente riconoscibile e dotato di una sua specifica identità;
- la facile ed economica manutenzione specialmente degli spazi esterni .
Nel particolare, soluzioni di dettaglio riguardanti la sistemazione dei diversi vani componenti l'edificio comprendono:
laboratori per attività manuali:
laboratori computer e audiovisivi
sala riunioni
biblioteca
sale per il gioco e la ricreazione
segreteria
accoglienza
Tali locali sono stati progettati dai bambini prevedendo arredi economici, ma al tempo stesso gradevoli e stimolanti, magari che potessero essere anche realizzati con il contributo dei bambini di varie scuole (mattonelle per la pavimentazione, elementi di arredo, lampade, ecc.).
Lo spazio esterno è stato pensato come un giardino in cui poter svolgere attività libere, feste, ma anche ospitare animali e, soprattutto, come parte complementare all'interno in cui espandere quanto è contenuto dagli spazi interni. L'orto diviene, pertanto, un'espansione del laboratorio di cucina, offrendo, in quest'ottica,  spazio alla fertile collaborazione con gli anziani. Lo spazio per le feste diviene all'esterno un luogo in cui correre, mangiare, fare pic-nic; la sala videoteca può trovare il suo corrispettivo esterno nella possibilità di proiezioni estive all'aperto, ecc..
Idee per la gestione della casa della Paleotta.
Secondo le idee formulate a suo tempo dai bambini la casa della Paleotta si presta ad uso flessibile e molteplice sia come centro di educazione ambientale urbano (centro educativo) che come luogo di gioco e di incontro (centro gioco).  La possibilità di organizzare in maniera organica e strutturata laboratori scientifici, di pittura, ceramica, musicali, teatro, lettura, narrazione si può fondere con la funzione di ludoteca e centro gioco (anche per i più piccoli) e di biblioteca specializzata per bambini (anche con la possibilità di collegamenti ad internet).
In questa maniera la struttura (o forse più propriamente una sua parte, quella più propriamente destinata ai laboratori) potrà essere in alcune mattine a disposizione delle scuole di Fano per svolgere laboratori di vario tipo: ad esempio di ceramica, di pittura, di fotografia, di cartapesta, di attività creative varie, di attività manuali, non escludendo la possibilità di avere uno spazio dedicato alla progettazione partecipata.
  In questa maniera vi potrebbe essere una sede permanente a disposizione del Laboratorio "Città dei Bambini" e più precisamente del Consiglio dei Bambini, di scuole, per sperimentare l'attività di progettazione partecipata. La stessa struttura potrebbe essere usata per laboratori  (sia con le scuole che con gruppi esterni) per svolgere ricerche e studi di semiologia urbana con i bambini (che potrebbero portare anche alla creazione di bambini - guida), per redigere mappe bioregionali secondo una tecnica sviluppata in Canada e in Gran Bretagna negli anni scorsi e ancora oggi pressoché sconosciuta, aprendo il varco a studi ecologici urbani interdisciplinari; si potrebbero avviare redazioni di mappe psicogeografiche, secondo metodologie ancora sperimentali e di grande innovazione. Un servizio di questo tipo potrebbe configurare una risorsa importantissima per le scuole per rinnovare il tipo di insegnamento  utilizzando quanto esiste sul territorio.
Tuttavia i laboratori  "organizzati"  non dovranno costituire un uso esclusivo della struttura, che sarà aperta anche, in orari da concordare, alla frequentazione libera di bambini di età diverse per attività disparate. Ad esempio la possibilità di organizzare feste di compleanno è stata una delle richieste presentate fin dall'inizio dai bambini.
Ma anche la possibilità di una biblioteca specificamente dedicata a bambini con la possibilità di usare computer, internet, di prendere libri, giochi è stata molto sentita dai piccoli progettisti, anche perché non esiste una struttura simile a Fano. Così una stanza dedicata a ludoteca e centro gioco anche per i più piccoli (anche accompagnati dai genitori) può costituire una importante possibilità d'utilizzo. In sostanza la struttura può divenire un centro educativo, ma anche, al tempo stesso, aggregativo per i bambini, incentrando la funzionalità sulla possibilità d'uso polifunzionali.
 Infine secondo questa impostazione improntata alla flessibilità d'uso, la possibilità di usare la struttura garantendo la libera cooperazione di adulti e bambini.

Inaugurazione Casa Cecchi
Inaugurazione Casa Cecchi

Fotografie delle gallinelle

Fotografie delle gallinelle realizzate dai bambini, nel laboratorio di ceramica, tenuto a Casa Cecchi, dalla cooperativa Comedia. Tutte uguali, tutte diverse, con le ali accostate o al vento, accoccolate e pazienti ad accogliere la dolcezza di un uovo o più.