venerdì, 12-05-2017 10:13

Classicamente alla Me.Mo. più saggi coi saggi.


L'italiano è antico e stagionato, guarda indietro alla tradizione e alle regole, ma è lingua vitale, sempre in fluente movimento, e vivacemente oscillante, che cerca un suo mai raggiunto equilibrio fra spinte dall'alto e dal basso, fra innovazione e tradizione, sregolatezza e norma. Per ora non sono da temere sconquassi per l'italiano di domani. Importante è coltivarlo, per difesa e per amore.

Gianluigi Beccaria, L'italiano che resta, Torino 2016


Titolo

Classica-mente. Più saggi coi classici

Prima edizione.

Rassegna dedicata a Tullio De Mauro ’paladino della lingua italiana’


La rassegna è di:

Comune di Fano, Assessorato alle Biblioteche e Assessorato alla Cultura e Turismo- Biblioteca Federiciana e Madiateca Montanari – Fondazione Federiciana – Liceo “Guido Nolfi” di Fano – Libreria il Libro di Fano.

Con il patrocinio dell'Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani

Con il contributo lo studio legale dell'avvocato Donatella Catenacci.

 

Breve descrizione

L'iniziativa si propone di presentare saggi o testi di recente pubblicazione inerenti a questioni linguistiche, letterarie, filologiche e storico-antropologiche che riguardino la cultura greco-latina fino alle sue influenze e ripercussioni sulla lingua e sulla cultura italiana.

La rassegna vuole inoltre fornire a latere occasioni di formazione per il personale docente e per l’intera cittadinanza, stimolando una proficua riflessione e un vivo dibattito sul lessico, sulle strutture grammaticali e sulle strutture di pensiero della nostra lingua madre, sull’insegnamento della stessa, naturalmente in relazione proprio a quelle lingue e civiltà antiche, di cui essa è profondamente impregnata: "l'italiano è intriso fino all'osso di aulico e di antico, di latino e di greco" (Gianluigi Beccaria, L'italiano che resta).

Alcune insegnanti di lettere del liceo Nolfi si metteranno a disposizione per organizzare eventualmente anche incontri o lezioni in concomitanza con lo svolgimento della rassegna.

 

Obiettivi

L'intento è quello di promuovere la lettura e la conoscenza, in un’ottica di dialogo tra mondo antico e contemporaneità, prestando particolare attenzione alle permanenze del passato nel presente e alle differenze tra culture.

Al centro il valore e la padronanza delle parole, strumenti fondamentali per comprendere la realtà in tutta la sua crescente complessità, per consolidare il senso di identità e di appartenenza alla cultura italiana e per affrontare alcune grandi sfide della modernità, che sollevano anche problemi linguistici e culturali. La globalizzazione, l’immigrazione, la mutazione in senso digitale dei sistemi di comunicazione rappresentano soltanto alcune di queste sfide, di fronte alle quali siamo certamente chiamati a custodire il meraviglioso patrimonio tràdito, ma nel contempo a operare perche’ le nuove generazioni non trovino mai nella propria lingua un ostacolo per comunicare con popoli e culture diverse.


A chi si rivolge

L’iniziativa si rivolge a un pubblico vasto, curioso e non soltanto a un uditorio esperto e competente. In particolare è pensata per le giovani generazioni, che saranno sicuramente coinvolte e invitate a partecipare.

Perché è dedicata a Tullio De Mauro

Attraverso la lingua De Mauro guardava alla cultura delle persone e alle persone in senso lato. De Mauro ha introdotto in Italia gli studi linguistici, ne ha fatto una disciplina a sé, emancipandola dalla glottologia e dalla storia di una lingua. Ha ricostruito il testo fondativo della linguistica moderna, il Cours de linguistique générale di Ferdinand de Saussurre - era il 1967 - prima disponibile solo in una versione indiretta. Ma l'indagine sulla lingua lo ha indirizzato verso i parlanti. Sono loro l'oggetto di un impegno durato oltre cinquant'anni.


“I suoi contributi linguistici sono insostituibili. Sia quelli più specialistici, sia quelli che si allargano su orizzonti più ampi. La Storia linguistica dell'Italia unita uscita da Laterza in occasione del centenario dell'Unità, nel 1961, (più volte ripubblicata, fino al prolungamento della Storia linguistica dell'Italia repubblicana del 2014, sempre Laterza) non è una storia della lingua italiana, è una storia degli italiani e della lingua che essi parlano, la storia di come siano diventati progressivamente padroni di una lingua comune, da analfabeti che in gran parte erano. È la storia sociale, demografica e culturale di una comunità, del rapporto fra città e campagna, fra città piccole e città grandi, di come l'emigrazione interna sia stato un gigantesco fattore di consolidamento del tessuto unitario, linguistico e non solo, e di come, anche procedendo al galoppo, il Paese abbia trascinato forme vecchie e nuove di arretratezza.”


Ospiti edizione 2017


Daniele Baglioni (18 maggio)

Daniele Baglioni (Roma, 1977) si è laureato in Storia della lingua italiana all’Università “La Sapienza” di Roma (2000) e ha conseguito presso lo stesso ateneo il titolo di dottore di ricerca in “Linguistica storica e storia linguistica italiana” (2004). Ha insegnato a contratto alle Università di Cassino (2004, 2005), dell’Aquila (2005) e di Roma “La Sapienza” (2006). Dal 2006 al 2008 ha usufruito di una borsa post-dottorato in “Filologia e storia dei testi” presso l’Istituto italiano di Scienze Umane di Firenze-Napoli. Dal 2009 all’estate del 2011 è stato assegnista di ricerca all’Università “La Sapienza” di Roma. Ha fruito inoltre di borse di studio per soggiorni all’estero, in particolare a Cipro (2002-2003), Tunisi (2005) e Oxford (2009). Dal 2010 al 2013 ha lavorato a un progetto di ricerca finanziato dal Fondo Nazionale Svizzero. Dal settembre 2011 è ricercatore di Linguistica italiana all'Università Ca' Foscari Venezia, confermato in ruolo nel 2015. E' abilitato a professore di seconda fascia (ASN 2012). Si occupa in particolare della diffusione dell’italiano nel Mediterraneo medievale e moderno, di fonologia storica dell’italiano e dei dialetti. Su questi temi ha pubblicato due monografie e numerosi contributi. Ha di recente pubblicato L’etimologia (Carocci, 2016).


Alberto Camerotto (25 maggio)

insegna Lingua e letteratura greca all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Si occupa in particolare di epica greca e di satira antica. Tra i suoi libri: Le metamorfosi della parola. Studi sulla parodia in Luciano di Samosata (1998), Diafonie. Esercizi sul comico (2005), Fare gli eroi. Le storie, le imprese, le virtù: composizione e racconto nell’epica greca arcaica (2009), Luciano di Samosata. Icaromenippo (2009), Il nemico necessario. Duelli al sole e duelli in ombra tra le parole e il sangue (2010), Classici contro (2012).


Mauro Bonazzi (31 maggio)

Mauro Bonazzi insegna Storia della filosofia antica presso l'Università degli Studi di Milano. Ha insegnato anche a Clermont-Ferrand, Bordeaux, Lille e all'École Pratique des Hautes Études di Parigi. Specialista del pensiero politico antico, di Platone e del platonismo, tra le sue pubblicazioni ricordiamo I sofisti (Carocci, 2010), Platone, Menone e Fedro (Einaudi, 2010 e 2011), À la recherche des Idées. Platonisme et philosophie hellénistique (Vrin, 2015), Il platonismo (Einaudi, 2015), Con gli occhi dei Greci (Carocci, 2016), Atene, la città inquieta (Einaudi, 2017).



Organizzatori

Comune di Fano – Sistema Bibliotecario, Liceo Classico “Guido Nolfi“, Libreria il Libro.


Comitato scientifico

Agnese Giacomoni, Greta Gaspari, Valeria Patregnani, Francesco Blasi


Sedi degli incontri

Mediateca Montanari – Memo e Biblioteca Federiciana

Liceo Classico "Guido Nolfi"