lunedì, 12-11-2018 13:40

Alla Me.Mo. si parla di Fiume 1919-2019.


Giovedì 15 novembre alle ore 16.30 si tiene a Fano, presso la sede della Mediateca Montanari, la conferenza del dott. Federico Carlo Simonelli: Fiume, 1919-2019. Le questioni di un centenario, tra narrazioni, memorie, identità.

Federico Carlo Simonelli, ricercatore di storia, è responsabile dell’Ufficio Fiume presso il Vittoriale degli italiani. Appartiene a quella nuova generazione di storici che sta rinnovando la ricerca sull’impresa di Fiume, attraverso un approccio interdisciplinare che unisce indagine storica, antropologia e letteratura.

L’appuntamento proposto non intende ovviamente celebrare alcun centenario, ma anzi contrastare qualsiasi ottica retorica, per capire le ragioni di un evento: ovvero il contesto in cui l’Impresa di Fiume nacque e il modo in cui divenne mito (mito del combattentismo, poi mito fascista). In particolare si vorranno fornire strumenti interpretativi sul come presentare a distanza di cento anni l'evento e le conseguenze che ne seguirono. La presa di Fiume fu infatti frutto di un clima culturale che aveva sacralizzato la mobilitazione bellica del 1915. Ma fu anche tribuna dalla quale quelle stesse aspirazioni ideali vennero insistentemente rilanciate, calate in una complessa cerimonia sacrale, che riprendendo i riti dei combattenti, celebrava la continuità col passato, il culto dei martiri, delle madri, della giovinezza, con pratiche devozionali e feticci.

Al tempo stesso Fiume rappresentò il luogo di una nuova sperimentazione politica, che denunciava un sistema parlamentare giudicato corrotto, per proporre una nuova politica fondata sull’acclamazione, sul carisma e sulla trasformazione della politica in spettacolo

Questi elementi avrebbero fatto cortocircuito con le peculiarità di una città che aveva una sua storia originalissima, dispiegatasi tra il ruolo ricoperto nell’Impero austro-ungarico, la sua doppia identità slava e italiana, la sua tensione verso una dimensione autonoma.

Rileggere l’impresa di Fiume oggi significa dunque focalizzarsi su uno degli snodi decisivi del primo dopoguerra italiano e del suo contributo al processo culturale che accompagnò l’affermazione del totalitarismo fascista.

La partecipazione all'iniziativa degli insegnanti è riconosciuta mediante attestato valido ai fini della formazione in servizio dei docenti, in quanto l'ISCOP è associato all’Istituto nazionale “Ferruccio Parri” Rete degli istituti storici della Resistenza e dell’età contemporanea, agenzia formativa accreditata dal MIUR secondo le procedure di conformazione previste.

Agli studenti presenti sarà rilasciato un attestato per i crediti formativi.